A passeggio per Manhattan in un gelido sabato di gennaio mi imbatto in:
un volantino 'Wanted' di un delinquente che ha commesso una rapina in gioielleria con omicidio.
Una copia del New York Post di qualche giorno fa, dove in prima pagina danno la notizia del famoso golfista Tiger Hoods, rinchiusosi in una clinica per disintossicarsi dal sesso.
La pubblicita' della lotteria americana, il vero sogno nel cassetto di tutti i cittadini del mondo intero.
La confezione di una nota cartaigienica prodotta con materiali reciclati, dal costo esagerato. E qui la contraddizione e' potente, mi chiedo perche' mai dovrei comprare a prezzo salato una cartaigienica prodotta da reciclo? Se veramente vogliamo salvare l'ambiente i prodotti provenienti dal reciclo dovrebbero essere i meno costosi proprio per invogliare a comparli.
E per concludere, la mia lattina di coca cola giacciata che bevo per strada nel tentativo di digerire un panino
indigesto, mentre ci sono 8 gradi sotto zero.
Ci sono molte cose che non apprezzo o non condivido di questo paese e di questa citta', alle quali pero' per ovvi motivi di sopravvivenza mi adeguo. Ma ci sono anche parecchie altre cose di questo paese e di questa citta' che mi affascinano e mi regalano una boccata di energia ogni volta che mi capita di incontrarle.
Briant Park, nel cuore di Midtown, e' un posto per me simbolo di Manhattan. All'ombra dei grattacieli, lucidi e trasparenti si estende uno spazio aperto, d'inverno trasformato in pista da pattinaggio, d'estate trasformato in un prato vedere dove sedersi sulle sedie a prendere un po' di sole. Intorno, locali dove mangiare qualcosa. Un pianista che accompagna la giornata. La mitica sede centrale dalla biblioteca pubblica, NY Public Library, una giostra vecchio stile per bambini. Una piccola biblioteca all'aperto. Un mega schermo dove la sera si proiettano film e.... un corso di yoga gratuito 2 volte a settimana, dove sono anche graditi i bambini.
Insomma un luogo all'aperto dove vivere la citta' senza subirne lo stress. Ecco e' la capacita' di concepire e gestire un ambiente come questo che colpisce. C'e' un senso di rispetto e comprensione della comunita', per me ammirevole.
Earth day si avvicina e Central Park si prepara ad accogliere la manifestazione annuale per questa giornata.
Ricordiamoci di riciclare, di essere frugali, di trattare bene il nostro pianeta per amore del nostro futuro.
E se davvero questo messaggio riuscisse ad attraversare tutti i social network cosi di moda? Sarebbe proprio: "'feeling really 21st century!'
Non ho mai capito la passione dei newyorkesi e di tutti gli americani per il freddo esagerato al chiuso, in estate e per il caldo da forno crematorio negli ambienti chiusi d'inverno. D'estate anche se fuori fa un caldo torrido mi porto appresso un maglioncino perche' se entro in un ristorante, un negozio, un grande magazzino, un ufficio pubblico o vado dal medico, l'aria condizionata e' al massimo del freddo e quindi il repentino cambio di temperatura di solito provoca spiacevoli effetti. D'inverno poi sei constretta a vestirti 'a cipolla' cioe' mettendo una serie di maglie che terminano con una tshirt perche' negli ambienti chiusi il caldo e' equatoriale, mentre fuori ghiacciano le fontane, cosi ti ritrovi a desiderare di metterti in bikini mentre aspetti il tuo turno dal dentista!
Tutto questo spreco di energia mi mette seriamente a disagio. Mi sono sempre sentita una diversa per questo, agli americani sembrava non fare alcun effetto questa escursione termica artificiale. Ma oggi finalmente ho scoperto che anche per loro, o meglio per alcuni di loro, questo comportamente esagerato nei confronti della temperatura e' una questione che va affrontata. Il NYT in The Metro Section, ne parla in prima pagina, denunciando addirittura casi di grandi magazzini che, d'estate, tengono il condizionatore al massimo e poi aprono le porte d'ingresso utilizzando il fresco come richiamo per i passanti ad entrare sperando di conseguanza in qualche acquisto. Oppure uffici pubblici dove il personale, d'estate, congelato negli uffici apre le finestre per mitigarne il clime. Ma lo spreco di energia a causa di questo comportamento e' elevatissimo e finalmente l'opinione pubblica inizia a dimostrare un minimo d'interesse. C'e' chi scrive al management dei grandi centri commerciali invitandoli a risparmiare sull'aria condizionata. C'e' chi potesta per le luci inutilmente lasciate accese di notte negli uffici vuoti. Chi invoca l'intervento diretto del sindaco Bloomberg a disciplinare questa materia. Chi addirittura propone un blog di denuncia contro tutti coloro che adottano comportamenti che sprecano energia! Che bello allora non sono una alliena?!