diversamente che da noi, il vino e in genere tutti gli alcolici in America non si vendono al supermercato, infatti le enoteche sono molto diffuse qui a NY, o per lo meno a Manhattan se ne vedono parecchie, certamente di meno che le 'nails' cioe' i negozi di estetica che offorno manicure e pedicure.

Pur non essendo una grande amante del vino devo ammettere che queste enoteche sono sempre molto belle, piene di bottiglie colorate, l'angolo degustazione e gente che va e che viene. Non c'e' ritrovo di adulti che non preveda una bottiglia di vino, addirittura me lo sono visto offrire anche durante un playdate, cioe' un invito a casa per fare giocare i bambini, mentre loro giocano le mamme bevono. Ammetto che l'esempio dato ai piccoli non mi e' piaciuto. Per quanto si beva poco, si apre sempre una bottiglia alle 4 del pomeriggio.
Pero' una cosa devo ammetterla, agli americani piace essere onesti e dire le cose come stanno. Infatti non e' la prima volta che mi capita di trovare una pubbicita' come questa qui sotto sui giornali.

Si invita a non ignorare il problema della droga, e quindi di cio' che da dipendenza. A non mentire ai propri figli su un eventuale uso giovanile della stessa, ma senza troppi particolari. Utiliazzando i propri ricordi come strumento per dissuadere all'utilizzo. Mi auguro vivamente che questo messaggio sia utile, la prospettiva che mia figlia debba constatare che la gioventu americana non sa divertirsi senza ubriacarsi di birra, non mi attrae affatto. Gia' tremo all'idea di doverle spiegare che e' meglio non copiare ciecamente i compagni di Hight School, che ai party si scolano birra o chissa' che altro. Mi si blocca la fantasia quando mi sforzo di immaginare cosa dirle per non sentirsi esclusa e non seguire gli esempi dei coetanei. Mah, meno male che manca ancora qualche anno.